"Il dio perfetto, ricco di potenza, che agisce con le sue braccia alla presenza del suo esercito, forte nel tiro con l'arco, che scocca a colpo sicuro, senza che le sue fracce falliscano"...
Questa è un'iscrizione fatta incidere dal faraone Amenhotep II nel tempio di Amon a Karnak, ciò fa capire la popolarità del tiro con l'arco già in quei tempi.
Tanto da essere considerato un simbolo di potere e intervento divino, un oggetto dalla carica magica capace di condizionare il destino delle genti del Nilo.
Ciò consentì all'arceria egiziana oltre che raggiungere livelli di eccellenza artistica e tecnologica anche di gettare le basi culturali e spirituali di una "civiltà dell'arco"
I giovani principi durante la loro permenenza nella scuola reale si addestravano molto con arco e frecce da sfruttar epoi durante le battute nel deserto a caccia di leoni ed elefanti.
Non c'è da dimenticare che una della più importanti cerimonie religiose quali il giubileo, veniva celebrata dal sovrano in persona scoccando 4 frecce verso i punti cardinali.
Nella guerra fu tra i più utlizzati, unito ai carri, l'egitto ebbe la meglio sui formidabili Hittiti nella battaglia di Kadesh, quando Ramesse II, guidò il contrattacco facendo strage con le frecce.
[materiale riadattato dalla rivista "arco"]